massaggio acido lattico

Come eliminare acido lattico: massaggi sportivi

massaggio acido lattico

Per smaltire l’acido lattico, che rimane in circolo nell’organismo dopo ogni allenamento, sono possibili dei massaggi sportivi specifici, scopri come farli!

Come eliminare l’acido lattico col massaggio sportivo.

Un metodo efficaci per eliminare l’acido lattico, esiste? Sicuramente è fondamentale sapere come si forma nel nostro organismo dopo ogni sforzo fisico, e poi anche come eliminarlo tramite un adeguato massaggio sportivo.

L’acido lattico, cos’è e come si forma

Questo acido è un sottoprodotto del nostro metabolismo, che si produce in seguito ad un’attività fisica intensa, tipica di chi si allena o pratica sport per professione. Si deposita soprattutto nei muscoli degli arti inferiori e superiori, anche se non sempre in tali zone, provocando crampi, fastidi muscolari, torpore e irrigidimento degli arti.

L’acido lattico a livello fisiologico è un composto biochimico connesso alla fatica muscolare negli sforzi intensi, che si attiva tramite un ciclo metabolico nell’attività anaerobica dei muscoli.
È una carenza di ossigeno che nel corpo va a provocare la sintesi dell’acido lattico, dato che nell’attività fisica la richiesta di ossigeno è alta e supera, di regola, la sua disponibilità nell’organismo.

Il glucosio o zucchero durante l’attività sportiva o fisica intensa si divide in molecole di acido piruvico grazie all’ossigeno, che nei casi in cui abbonda può portare all’entrata dell’acido piruvato nel ciclo di Krebs, ovvero nel metabolismo di amminoacidi, acidi grassi e glucosio. In caso contrario, il piruvato degenera in acido lattico, per lo scarso ossigeno e per l’azione di un enzima (deidrogenasi).
Arriva così l’affaticamento muscolare, dato che l’acido lattico abbassa il Ph interno delle cellule e, pur non essendo un acido tossico, va espulso in modo corretto e tempestivo per evitare l’acidosi lattica.
Lo smaltimento dell’acido lattico può avvenire in vari modi, tra cui tramite il lavoro di manipolazione e massaggio.

Il massaggio sportivo per smaltire l’acido lattico

Tra i rimedi per eliminare l’acido lattico, il lavoro di un massaggiatore sportivo professionista può essere risolutivo, dato che può agire nelle due ore della comparsa e smaltimento dell’acidosi lattica per evitare dolori e crampi nei giorni successivi.
Le lesioni del tessuto connettivo delle fibre muscolari e dei tendini provocate dall’acido lattico compaiono, infatti, in un tempo di circa 24 o 48 ore, per questo il massaggio sportivo decontratturante e defaticante, va effettuato in queste tempistiche.

Il massaggio prima di tutto dovrà distendere i muscoli con un’azione rilassante, per poi agire a livello di riattivazione della circolazione sanguigna e linfatica all’interno dei tessuti connettivo che abbiamo citato.
L’ossigeno che ritorna all’interno delle cellule nutre la muscolatura, favorisce il recupero muscolare dopo ogni allenamento e defatica i muscoli dalla tensione, rimuovendo l’acido lattico prodotto durante l’attività sportiva.
Il flusso di sangue andrà ad aumentare nel muscolo, parallelamente all’ossigeno, anche in funzione di una prevenzione dei rischi di sovrallenamento.
Oltre a diminuire la fatica, il massaggio sportivo defaticante migliora anche il benessere psicologico, calmando ansie e tensioni mentali.

 

Come si fa un massaggio sportivo decontratturante

Di regola i massaggi per eliminare l’acido lattico presentano una durata di circa 20 minuti e vanno praticati dopo l’attività sportiva, anche se quelli prima della gara hanno una funzione anche di prevenzione sulla comparsa dell’acido.
Il massaggio evita la dispersione dell’acido lattico e riduce l’infiammazione muscolare, sempre grazie all’apporto di ossigeno e sangue alla muscolatura.

Il massaggiatore sportivo lavorerà sulle zone contratte e di snodo della circolazione, per sciogliere le contratture e stimolare il flusso sanguigno. La pressione del massaggiatore o fisioterapista è di intensità variabile, in base alle contrazioni che trova e al fine di migliorare l’apporto di ossigeno alla muscolatura.

La contrattura, se si trova, può anche essere conseguenza di uno stiramento muscolare (divenuto ormai indurimento del muscolo) oppure si tratta di una difesa rispetto ad una eccessiva sollecitazione.

Le manovre espellono i prodotti di scarto metabolico e l’acido lattico nel distretto muscolare interessato, e si rafforza il potere di contrastare l’acido lattico soprattutto grazie a tecniche innovative come l’introduzione dell’olio da massaggio ozonizzato. Grazie a prodotti di tale struttura, l’ozono penetra attraverso la cute, distrugge e ossida l’acido lattico e altre tossine, in modo da alleviare il dolore muscolare. Inoltre, fornisce nuova energia alle cellule, impedendo sempre più all’acido lattico di irrigidire il tessuto muscolare e destrutturarlo.

Le manovre del massaggio defaticante sportivo partono da sfioramenti con i polpastrelli nelle zone di braccia e gambe, polpacci, spalle, etc. per riscaldare le parti e riattivare la circolazione, arrivando poi come detto a manipolazioni più intense e pressioni decise, dove il massaggiatore sportivo riterrà opportuno.

Ovviamente, il lavoro di manipolazione nel massaggio sportivo va valutata a seconda del livello di allenamento dell’atleta, dato che la capacità di un atleta professionista di resistere alla formazione dell’acido lattico è maggiore rispetto ad uno sportivo “occasionale”, il quale non coinvolge giornalmente tutti i muscoli.

Il deflusso dell’acido lattico accumulato nei muscoli non avviene certo “miracolosamente”, quindi va integrato con riposo ed esercizi defaticanti, per potenziarne l’effetto.

Esercizi defaticanti e rilassanti per la muscolatura

I massaggi sportivi per l’acido lattico possono essere accoppiati con esercizi rilassanti per la muscolatura, al fine di smaltire la fatica su gambe e braccia con il defaticamento aerobico.
Un’attività aerobica che ristabilisce il flusso della circolazione sanguigna negli arti, ripristinando un equilibrio nei tessuti muscolari.
Un altro aiuto contro l’acidosi lattica può essere integrato anche dall’alimentazione, come nel noto apporto di bicarbonato di sodio o con sostanze alcalinizzanti, in grado di contrastare l’acido in eccesso (frutta fresca, mandorle, nocciole, sesamo, etc.).
Tutto va integrato per rendere al meglio un programma di deflusso dell’acidosi lattica, in modo da ritornare in tempi brevi operativi dal punto di vista della performance sportiva.

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